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“Chuck Berry stonava”: rimborsati gli spettatori

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Insoddisfatti del concerto cui avete assistito? Chiedete e sarete rimborsati.

Succede in Finlandia dove l’Associazione dei consumatori ha vinto un ricorso contro gli organizzatori del concerto tenuto da Chuck Berry ad Helsinki nel 2013. Il mitico chitarrista, considerato il padre del rock’n’roll, quella sera era influenzato e nonostante si fosse scusato per le sue condizioni di salute volle portare fino in fondo lo show.

Per effetto della sentenza a loro favorevole, perché come scrive la Commissione governativa «la performance fu ben al di sotto degli standard ragionevolmente accettabili per l’artista in questione», gli spettatori che ne faranno richiesta saranno ora rimborsati del 50 per cento del valore del biglietto.

Il presidente della Commissione Pauli Ståhlberg ha spiegato che questa sentenza non apre le porte per il rimborso a chiunque non abbia trovato di suo gradimento un concerto: «Il presupposto è che nel giudizio generale del pubblico lo show sia stato un vero fallimento, proprio come accaduto nel caso del concerto di Chuck Berry » ha spiegato Ståhlberg, «altrimenti resteremmo nel campo delle opinioni personali, e questo non è abbastanza per chiedere un rimborso».

Ma l’aspetto più curioso della sentenza della Commissione per i consumatori finlandese riguarda la linea che traccia tra fattori ammissibili e quelli da considerarsi non validi per giustificare il rimborso. Se dunque la malattia viene accettata, come il precedente di Berry dimostra, così sempre non è nel caso dello stato di ubriachezza: «Non è infrequente notare artisti alticci ai festival rock ma ciò non compromette necessariamente la qualità delle loro performance » ha spiegato il presidente della Commissione finlanedese per i consumatori.
Del resto, ciò che non si può pretendere è che un artista conosciuto per i suoi eccessi, anche sul palco, si comporti diversamente: a una richiesta di rimborso si potrebbe allora opporre la critica per «incauto acquisto di biglietto».

 

Fonte: Repubblica.it

Istat, lettori in calo anche nel 2014. Ma le donne salvano i libri.

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In Italia si legge sempre meno. Anche nel 2014 i lettori di libri sono diminuiti rispetto all’anno precedente, confermando la tendenza negativa avviata nel 2010. Secondo i dati diffusi dall’Istat, infatti, nel 2014 oltre 23 milioni 750 mila persone di 6 anni e più dichiarano di aver letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti l’intervista, per motivi non strettamente scolastici o professionali. Rispetto al 2013, la quota di lettori di libri è scesa dal 43% al 41,4%.

A salvare i libri ci pensano le donne. La popolazione femminile, infatti, mostra una maggiore propensione alla lettura già a partire dai 6 anni di età: complessivamente il 48% delle femmine e solo il 34,5% dei maschi hanno letto almeno un libro nel corso dell’anno. La quota di lettori è superiore al 50% della popolazione solo tra gli 11 ed i 19 anni mentre la fascia di età in cui si legge di più è quella tra gli 11 e i 14 anni (53,5%).

“Lettori forti” stabili. I “lettori forti”, vale a dire le persone che leggono in media almeno un libro al mese, sono il 14,3% del totale, una categoria sostanzialmente stabile nel tempo. La crisi della lettura è da attribuire soprattutto a una diminuzione dei “lettori deboli” (da 11,5 milioni del 2013 a 10,7 del 2014, pari a una variazione annua del -6,8%). Quasi un lettore su due (45%) dichiara di aver letto al massimo tre libri in un anno.

La lettura si coltiva in famiglia. La propensione alla lettura, evidenzia l’Istat, è fortemente condizionata dall’ambiente familiare: leggono libri il 66,9% dei ragazzi tra i 6 e i 14 anni con entrambi i genitori lettori, contro il 32,7% di quelli con genitori che non leggono libri. Dal rapporto dell’istituto emerge che quasi una famiglia su dieci (9,8%) non ha alcun libro in casa; il 63,5% ne ha al massimo 100.

Geografia dei lettori. Nel Mezzogiorno la lettura continua ad essere molto meno diffusa rispetto al resto del Paese: meno di una persona su tre nel Sud e nelle isole ha letto almeno un libro (la quota di lettori è rispettivamente il 29,4% e il 31,1% della popolazione). Alla Sicilia spetta la maglia nera nella graduatoria nazionale delle regioni italiane, con la percentuale più alta di persone, che non legge (il 71,8%). Dopo l’isola viene la Puglia con il 70,8%. A livello territoriale, la lettura risulta più diffusa al Nord, dove dichiara di aver letto almeno un libro il 48,5% delle persone residenti. Complessivamente si legge di più nei comuni centro dell’area metropolitana: la quota di lettori è al 50,8%, ma scende al 37,2% in quelli con meno di duemila abitanti.

Secondo l’analisi, la scarsa propensione alla lettura, oltre che dal livello di istruzione, è indice di difficoltà di accesso anche ad altre risorse e opportunità culturali; ai non lettori, infatti, corrispondono livelli di partecipazione culturale – come visite a musei o mostre, siti archeologici – significativamente inferiori alla media

Ebook in crescita. Il principale fattore che limita la diffusione dei libri in Italia è, per un editore su due (49,9%), la mancanza di un’efficace educazione alla lettura. Si segnala, comunque, una lieve ripresa della produzione editoriale nel 2013: aumentano del 6,3% i titoli pubblicati e del 2,5% le copie stampate. Inoltre, il mercato digitale continua a crescere. Quasi un libro stampato su quattro (circa 15.000 Titoli, pari a oltre il 24% della produzione totale del 2013) è diffuso anche in formato e-book. E circa 5 milioni di persone di 6 anni e più hanno dichiarato di avere letto o scaricato libri online o e-book negli ultimi tre mesi: una quota pari all’8,7% della popolazione di 6 anni e più ed al 15,6% delle persone che hanno utilizzato internet negli ultimi tre mesi.

La versione digitale è ormai prevista per quasi la metà dei libri scolastici (49,6%). Le librerie indipendenti e gli store online sono considerati dalla maggioranza degli editori (rispettivamente il 41,3% e il 31,5%) i canali di distribuzione su cui puntare, per accrescere la domanda ed ampliare il pubblico dei lettori. Il settore dell’editoria per ragazzi mostra invece una netta ripresa (+18,6% il numero di titoli pubblicati rispetto al 2012) e +23,1% per l’editoria educativo-scolastica.

 

 

Fonte: Repubblica.it

Corso di Fotografia (livello base). Iscrizioni aperte fino al 07 Novembre.

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Mercoledì 12 Novembre avrà inizio il Corso di Fotografia (livello base) a cura del Maestro Matteo Virili.

Il corso si terrà tutti i mercoledì dalle 18 alle 20 (l’orario potrà subire variazioni a seconda delle richieste).

Il costo è di 120euro + 15euro di iscrizione.

Composto da 20 ore (14 ore in aula e 6 ore in esterna).

 

Un selfie con Rembrandt: ora alla National Gallery fotografare non è vietato

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Da oggi farsi un selfie con l’autoritratto di Rembrandt come sfondo è permesso. Uno dei templi dell’arte, la National Gallery, ha cancellato il divieto di scattare foto alle opere della sua collezione permanente, della quale Rembrandt è una delle attrazioni, e in Gran Bretagna è partita la polemica. Davanti alla difficoltà di controllare l’uso di smartphone e tablet da parte dei visitatori – se per cercare notizie su un’opera o per scattare foto – già il Louvre e il Moma avevano ceduto, mentre nella sua riforma il ministro ai Beni Culturali Dario Franceschini propone la stessa cosa, anche lui suscitando polemiche.

Nel dibattito inglese, c’è chi difende il selfie, e lo scatto a un dettaglio di un quadro, magari per ristudiarselo a casa, come un vero passo avanti per l’arricchimento culturale. Dall’altro lato, c’è chi si preoccupa della dissacrazione. Uno per tutti, Michael Savage, autodefinitosi nel suo blog “storico dell’arte scontroso”, che critica la “fine dell’ultimo bastione della quieta contemplazione”. Ma anche il Guardian si è schierato, con un editoriale contro coloro che “preferiscono fotografare ed essere fotografati invece di guardare” allargando le critiche ai musei che altrove nel mondo già lo permettono, come il Louvre appunto. Il critico d’arte Barrie Garnham pensa più concretamente ai flash e fa l’esempio di un altro museo londinese, la Wallace Collection: “Lì c’è un’ampia selezione di acquerelli schermati perché anche la luce normale li danneggerebbe”, spiega allarmato, mentre l’esperto Sam Cornish, dal sito Abstract Critical deplora: “La cosa più grave è la cultura del “non guardare” che le macchine fotografiche promuovono”.

 

Festa Europea della Musica – Rieti dal 20 al 22 giugno 2014

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Nata in Francia nel 1982 per iniziativa del Ministro della Cultura Francese, Jack Lang, la Festa Europea della Musica è l’evento che ogni 21 giugno celebra l’arrivo dell’estate in molte città in Europa e nel mondo, regalando centinaia di concerti completamente gratuiti, di ogni genere musicale.
A Rieti, la Festa Europea della Musica giunge nel 2014 alla sua XIV edizione, dopo aver ripreso slancio nel 2013 grazie all’ dall’Associazione Culturale di Promozione Sociale “Musikologiamo” e dal Lions Club Rieti HOST .
La manifestazione, inserita quest’anno anche nel circuito Nazionale e Internazionale della Festa della Musica,  conta su collaborazioni consolidate con molti soggetti operanti in campo musicale a livello locale, nazionale ed internazionale. L’obiettivo è sviluppare un’occasione di incontro per promuovere l’adesione di nuovi progetti inediti e originali, coinvolgere il pubblico in modo sempre più interattivo e promuovere il territorio.
Dai due concerti della prima edizione si è passati ai 10 del 2013, che hanno visto esibirsi ben oltre 100 artisti in alcuni dei luoghi più suggestivi del Centro d’Italia.
Denso di significato e di nota il messaggio di vicinanza inviato l’anno scorso, nel corso della conferenza stampa, dalla Città di Rieti all’Orchestra Sinfonica Greca.
In questi anni, sono state scelte molteplici ed originali locations, valorizzandole e condividendole con i frequentatori del Festival.
Inoltre, lo spirito della Festa ha portato a condividere il piacere della musica in interi quartieri, ville, giardini, locali e altri luoghi di incontro, sia nel centro storico che in periferia.
Oltre ad ospitare noti artisti, la Festa Europea della Musica si rivolge ai giovani creativi, che maturano esperienza confrontandosi con spazi insoliti, realtà stimolanti e un pubblico appassionato e festoso.Quindi, dal 20 al 22 giugno 2014, «che la musica respiri, sempre!»I luoghi dove la musica si ascolterà saranno: Auditorium dei Poveri, Auditorium Varrone, Piazza S.Rufo, LungoVelino, Piazza Cavour, Via Paolessi, Largo S.Giorgio,  Via Terenzio Varrone, Piazza Beata Colomba, I Pozzi.
La manifestazione è promossa dall’Associazione Musikologiamo e LIONS Club Rieti HOST, con la collaborazione di Comune di Rieti – Assessorato alle Culture, Confcommercio Rieti, Frontiera, Officina dell’Arte e dei Mestieri di Rieti, Ufficio Informagiovani e ProLoco di Rieti.Venerdì 20 giugno:

ore 21.00 Auditorium Varrone ( Chiesa S. Scolastica ), via Terenzio Varrone, Rieti, concerto del M* Eleonora Podaliri Vulpiani ed i suoi allievi di Conservatorio, ingresso libero;
ore 22.00 Lungo Velino Café ( Via Salaria per Roma ) Concerto Live di Joy Stick, ingresso libero;
ore 22.30 Be’er Sheva, via delle Stelle ( I Pozzi ), Rieti, ingresso libero concerto del Duo Voce e pianoforte Maria Rosaria De Rossi e Paolo Paniconi, ingresso libero.

Sabato 21 giugno:

ore 19.00 Largo S.Giorgio presso Rigodon Café concerto di Phoenix Girls Chorus Cantabile,ingresso libero;
ore 19.30 Via Paolessi presso Luwak Café concerto di Insidious Trap, ingresso libero;
ore 21.00 presso Auditorium dei Poveri ( Chiesa S. Giovenale ) concerto dei Mononoke, ingresso libero;
ore 21.15 presso piazza S.Rufo concerto di LA CHIAVE DEL 9, ingresso libero;
ore 22.15 presso piazza S.Rufo concerto di RITMIX, ingresso libero;
ore. 22.15 piazza Cavour presso Gran Café La Lira concerto di Alessio Guadagnoli, ingresso libero;
ore 22.45 Lungo Velino presso Bonobo Club Café concerto di Casale 136-Negramaro Tributo, ingresso libero;
ore 23.15 via Terenzio Varrone presso Depero DJ Set – musica elettronica.

Domenica 22 giugno:

ore 21.00 Auditorium Varrone Concerto di Parole e Musica con Musì Duo-Sandro Sacco (flauto) & Paolo Paniconi (pianoforte), ingresso libero;
ore 22.00 presso LungoVelino Cafe’ concerto di Postal Docs, ingresso libero.

Viva la Musica.

Fonte:
http://www.festadellamusica-europea.it/index.php/italia/lazio/rieti

Pharrell Williams, dopo “Happy” arriva il nuovo singolo “Marilyn Monroe”

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Pharrell Williams, è lui l’artista del momento. Un momento, quello di Mr. Williams, che dura da quasi due anni e che non accenna a prendere la curva discendente della parabola. E’ uscito pochi giorni fa il suo nuovo singolo, tratto dall’album “G I R L“: si chiama “Marilyn Monroe“, ha spunti dance ed è subito orecchiabile. Non bisogna praticare l’azzardo di mestiere per supporre che sarà un successo, l’ennesimo.

Gli addetti ai lavori e i musicofili conoscevano Williams già da tempo. Ma la vera consacrazione è arrivata quando i Daft Punk l’hanno chiamato (insieme a Nile Rodger, storico chitarrista degli Chic) per collaborare al singolo di lancio di Random access memories, il loro quarto, attesissimo, album in studio. I signori Daft Punk hanno scelto lui, Pharrell, per far suonare quella “Get Lucky” così com’è: familiare, vicino a quel soft funk anni ’70 e a quella disco music nostalgia (Rodger, certo, ci ha messo del suo) che fa tanto “già sentito” e che, proprio per questo, resta in testa fin dal primo ascolto.

E questo, d’altra parte, sembra essere uno dei segreti di Pharrell: prendere qualcosa che “è sempre stata lì” e aggiungerci stile quanto basta a farla sembrare assolutamente nuova. Familiare eppure stravagante, così è stato anche per l’altra hit di successo che lo scorso 2013 si è fregiata della sua collaborazione, “Blurred Lines“: c’è qualcosa di Marvin Gaye che coccola e fa sentire “a casa”, ci sono ritmo e tempi musicali che proiettano nel 2020 e c’è Robin Thicke, che insieme a Williams, canta, balla e ammicca in un video tra i più cliccati dello scorso anno.

Ma chi è il signor Pharrell Williams? E quale storia è alla base il suo straordinario successo? Prima che Happy (pezzo nato come colonna sonora del film d’animazione “Cattivissimo me 2″, candidato agli Oscar 2014 come miglior canzone e diventato un vero fenomeno di costume) diventasse il brano più trasmesso dalle radio, più canticchiato, più condiviso sul web, talmente “più” che sembra d’averne fatta indigestione, prima di tutto questo Mr. Williams faceva musica già da tempo. Classe 1973, Pharrell inizia molto presto, tanto che a soli dodici anni conosce Chad Hugo in un laboratorio jazz. Williams la batteria, Hugo il sassofono tenore. E’ proprio con Chad Hugo che fonda, nel 1994, il duo di produttori discografici The Neptunes e poi, nel 2001, i due (insieme a Shae Aley) pubblicano il loro primo album come N.E.R.D, “In search of…”: il disco è un mosaico di rock, soul, electro e hip hop e nonostante non si possa definire un grande successo commerciale, si afferma da subito come punto di riferimento per addetti ai lavori e musicisti. Il loro secondo album,Fly or Die, pubblicato nel 2004 e sempre molto incensato nell’ambiente musicale, riesce a raggiungere anche una certa popolarità di pubblico, soprattutto con il brano “She wants to move“.

Ma c’è dell’altro: Pharrell ha prodotto e scritto canzoni per più di un ventennio, passando dall’hip hop al pop e collaborando con aristi come MadonnaShakiraJennifer LopezMiley Cirus (che segue nell’attuale svolta da cantante Disney a “wanna be” icona sexy), Justin TimberlakeUsher,Demon Albarn, gli Strokes e altri, tutti quelli che valeva la pena, si potrebbe azzardare. Collaborazioni a tutto tondo, dunque, spaziando dall’avanguardia al pop da classifica, per poi diventare lui stesso il punto di riferimento del pop d’oggigiorno. Musicista capace di fornire una chiave di lettura spensierata, leggera, Pharrell afferma la volontà di stare su un territorio disimpegnato, che molti hanno a lungo snobbato e che lui invece presidia, con aria ingenua e un po’ spavalda (salvo commuoversi da Oprah Winfrey, guardando un video tributo a “Happy”: lo aspettiamo a “C’è posta per te“).

“Una voce neutra – scrive Jon Caramanica sul New York Times – Pharrell non è un cantante “potente”, tanto che la sua voce nei dischi è spesso ingrossata e armonizzata. E non c’è niente di eclatante nei suoi testi – continua Caramanica – che, anzi, se fossero stati proposti da altri sarebbero stati certamente liquidati per troppa semplicità“. Eppure la sua forza è proprio lì, in questa disarmante semplicità sostenuta da ritmo e intuizioni, capaci di far innamorare al primo ascolto. Dettagli, come quelli di stile con i quali conquista la stampa di moda di tutto il mondo: ora un cappello da cowboy, poi uno smoking portato con i pantaloni corti al polpaccio, Williams non sembra avere alcuna analogia con i rapper denti d’oro e macchinone che siamo abituati a tenere nel nostro immaginario. Camaleontico e iconografico anche nel look, imprenditore del settore moda con due linee di abbigliamento all’attivo, è certamente lui, Pharrell Williams, il musicista e il personaggio del momento.

 

 

Fonte: Ilfattoquotidiano

Lettura, gli adolescenti leggono più degli adulti. “Valutare meglio impatto ebook”

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La vera forza culturale dell’Italia sono le quindicenni. Gli adolescenti leggono più degli adulti, nello specifico le ragazze, e anche i bambini tutto sommato non se la cavano male. I lettori italiani sono in diminuzione, ma quello che resta nell’ombra è che invece i i lettori minorenni, anche se in lieve calo, registrano cifre di tutto rispetto, grazie alle ragazze. Chi legge inoltre va a teatro, visita i musei e apprezza il cinema, e viceversa. Uno spiraglio per il futuro. Questo l’unico dato relativamente positivo del report dell’Istat sulla produzione e la lettura dei libri in Italia tra il 2012 e il 2013 uscito a dicembre. I dati, discussi all’ appuntamento Children’s book fair tenutosi a Bologna dal 24 al 27 marzo dall’ Associazione italiana editori (Aie), sono stati fondamentalmente confermati, ma Giovanni Peresson, responsabile dell’ufficio studi Aie, aggiunge: “Bisognerebbe valutare meglio l’impatto degli e-book e delle app di lettura, allora forse i dati potrebbero essere ancora più incoraggianti”.

Il tasso di bambini dai 6 ai 10 anni che non legge resta alto, oltre il 40%, ma non è colpa loro. Leabitudini della famiglia sono fondamentali. Una volta finita la scuola gli italiani smettono progressivamente di leggere. Se in casa entrambi i genitori si dedicano alla lettura, il 75% dei bambini legge per svago. Alla considerazione ovvia “se invece non leggono i genitori non leggono neanche i figli” si contrappone però la percentuale dei bambini che legge nonostante nessuno in casa gli dia il buon esempio: un bambino su tre, anche se i suoi genitori non leggono, decide di prendere un libro e leggere. Il dato diventa ancora più rilevante se pensiamo che, secondo l’indagine, una famiglia italiana su 10 non possiede libri in casa.

Non è strano che un bambino di 8 anni legga più di un uomo di 30. In Italia i lettori “forti”, che leggono cioè più di 12 libri, dai 6 ai 10 anni, superano in percentuale quelli della fascia dai 25 ai 34. Nel 2013 nel “paese bambini” si è letto più che al meridione, dove le cifre si fanno imbarazzanti. Il 50% dei bambini delle elementari ha letto almeno un libro; al sud tre persone su 10.

L’età in cui si legge di più in assoluto è quella tra gli 11 e i 14 anni. Le donne battono gli uomini già a 6 anni, ma è dall’adolescenza che la differenza si fa netta. A 15 anni legge il 63% delle femmine, i maschi invece hanno un crollo da cui non si riprendono più: sotto il 50%. Il divario di genere resterà per tutti gli anni a seguire. Anche le donne cominciano a leggere meno a partire dai vent’anni, ma mantengono la categoria sopra la metà fino all’età della pensione.

Per interpretare l’attitudine alla lettura dei bambini servirebbero molti altri fattori, come la qualità dei testi letti. L’indagine inoltre non mette in relazione il dato dell’età a quello geografico ad esempio. E’ credibile però che, dal momento i lettori del sud sono di meno (record negativo perPuglia, Calabria e Campania), sia così pure tra i bambini; così come i lettori di città superano quelli di campagna, e i lettori ricchi i poveri. Sarebbe però interessante indagare le proporzioni specifiche, chissà che ragazzi non ci riservino qualche sorpresa.

Resta il fatto che il contesto influisce moltissimo. Oltre alle abitudini della famiglia, al luogo in cui si vive e al conto in banca, a ispirare alla lettura dovrebbe pensarci la scuola, ma secondo gli editori non ce la fa. “Mancanza di politiche scolastiche e di educazione alla lettura” è la prima delle motivazioni addotte dagli operatori del settore per le poche vendite, a seguire la mancanza di cultura. Il terzo motivo è economico: insufficienti politiche pubbliche di incentivazione all’acquisto dei libri. Cioè sgravi fiscali e bonus. Dalla parte dei lettori infatti il problema principale che frena dall’acquisto è il costo. Nonostante la crisi, i prezzi non sono diminuiti, e i primi ad esserne penalizzati sono stati i ragazzi. Anche se i figli si dimostrano appassionati, i genitori sono costretti a tagliare e gli editori pubblicano meno titoli per loro, sia per le ristampe che per le nuove uscite. “La tendenza però sta cambiando. I dati Istat per l’editoria si fermano al 2012, ma nel 2013 è tornato il segno positivo” assicura Peresson.

 

 

Fonte: IlFattoQuotidiano.it

 

“Roma città aperta”, il capolavoro di Rossellini torna restaurato nelle sale

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Nessuno può dimenticare Anna Magnani e gli eroi resistenti di Roma città aperta. Tutti ricordano il sacrificio di don Pietro, con il volto dolente di Aldo Fabrizi, in quella città devastata dal furore nazi-fascista. Ebbene una tra le pellicole più rappresentative del neorealismo italiano, il film che è diventato il simbolo della Resistenza e dell’Italia post-bellica che rimetteva insieme i pezzi dopo il secondo conflitto mondiale, il capolavoro senza tempo di Roberto Rossellini è pronto per tornare nelle sale italiane, inversione restaurata e nel mese della Festa della Liberazione, da lunedì 31 marzo fino alla fine di aprile, in oltre 70 cinema.

Roma Città Aperta, il lungometraggio che proiettò l’attrice romana nell’olimpo delle star di fama internazionale, fu il primo capitolo della Trilogia della guerra diretta dal regista. Poi arrivarono Paisà nel 1946 e Germania anno zero, due anni più tardi. Presentato in concorso al Festival di Cannes del ’46, dove vinse il Grand Prix come miglior film, la pellicola ottenne anche una candidatura al Premio Oscar per la migliore sceneggiatura originale, che porta la firma oltre che del regista anche di Sergio Amidei, Ferruccio Disnan e di un altro maestro, Federico Fellini.

Emblema di un popolo e di una nazione che si rialzava dalla desolazione della guerra, era stato inizialmente concepito con una struttura a episodi e con il titolo di Storie di ieri, per poi raggiungere la definitiva stesura con l’intreccio delle vicende di personaggi indimenticabili e indimenticati come Pina e don Pietro Pellegrini, legate in un’unica storia nella Storia.

La scena centrale del film, quella in cui Pina rincorre il camion che porta via il marito catturato dai tedeschi, è probabilmente la sequenza che più di ogni altra fa pensare alla potenza del cinema neorealista ed è tra quelle che identificano nel mondo il cinema italiano. Vincitore di due Nastri d’Argento, Roma Città Aperta è nell’elenco dei cento film italiani da salvaguardare, con il merito di aver cambiato la memoria collettiva del Paese tra il ’42 e il ’78.

Un restauro che è il frutto della collaborazione di tre istituzioni diverse, l’Istituto Luce Cinecittà, la Fondazione Cineteca di Bologna e la Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale che hanno unito gli sforzi nel “Progetto Rossellini” rendendo possibile il recupero dei titoli più importanti della filmografia del regista romano, tra cui La macchina ammazzacattiviViaggio in Italia e Stromboli terra di Dio, pellicole presentate in questi anni all’interno dei maggiori Festival nazionali e internazionali. “Con Roma Città Aperta l’Italia ha riconquistato il diritto di guardarsi di nuovo in faccia” diceva Jean-Luc Godard e grazie a questa iniziativa, promossa dal Circuito Cinema, anche le nuove generazioni avranno modo di ammirare una delle pietre miliari della cinematografia mondiale, che è anche e soprattutto un frammento autentico della storia d’Italia.

 

Fonte: IlFattoQuotidiano

ISIDE MUSIC CONTEST – Il mondo femminile al centro della musica

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Grande successo per la prima edizione dell’Iside Music Contest, concorso musicale per band e solisti emergenti indetto dall’Associazione di Volontariato Syro che si è tenuta SABATO 08 Marzo alle ORE 22.30 presso il Depero Club sito in Via Terenzio Varrone 36.

La serata piena di energia ha ricevuto molti consensi dal folto pubblico presente. I sei concorrenti (Davide Paleotti, Insidious, Postaldocs, Dirty Influence, La Chiave del Nove, Delirium(fm)) hanno entusiasmato non solo il pubblico ma anche la giuria, composta da Luca Di Benedetto (musicista del duo “Luca e Germano”), Silvio Ippoliti (Radio Si Serva Signora) e  Daniele Stangherlin ( Rieti News e Tutta la città ne parla ) che ha decretato il vincitore dell’evento. Si è aggiudicato il primo posto il rapper reatino Insidious (Riccardo Fabrizi) che si è esibito con due pezzi inediti. Il giovane musicista è riuscito più di altri a trasmettere originalità  ed espressività. Riccardo Fabrizi in arte Insidious è sin da piccolo appassionato della musica sopratutto quella rap sono infatti sua fonte di ispirazione gli Articolo 31 e Neffa. Ha conquistato il 2° posto dell’Oa Music Festival ed ha pubblicato “Sensazioni Naturali vol.1″ un EP di 4tracce.

Insidious si è aggiudicato la partecipazione al MEI (Meeting dell’Etichette Indipendenti) a Faenza la piu’ grande vetrina dei giovani talenti emergenti di musica inedita italiana. Il Mei  ha per protagonisti di primo piano i festival, le decine di realtà musicali che ogni anno, in tutta Italia, sostengono e offrono spazio alla musica indipendente ed emergente.

L’evento è stato  presentato dal Direttore Artistico Marco Puglielli e dal Direttore Comunicazione e Marketing Marta Paloni di Radio Si Serva Signora che con la loro simpatia ed ironia hanno reso la serata ancor più piacevole e coinvolgente.

Lo spettacolo è stato possibile grazie anche alla collaborazione dell’Officina dell’Arte di Rieti.

A Rieti la Spellbound Contemporary Ballet

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La Spellbound Contemporary Ballet giunge a Rieti al Teatro Flavio Vespasiano l’11 marzo 2014 alle ore 21 per continuare i festeggiamenti iniziati a Roma all’Auditorium Conciliazione per il suo 20° anniversario dove ha presentato “20 Years of Spellbound – 1994/2014”. In quest’occasione propone DARE, una remix di coreografie edite a firma di Mauro Astolfi, nell’ambito della stagione culturale promossa dal Comune di Rieti – Assessorato alle culture, turismo e promozione del territorio. È altresì un’anteprima del Rietidanzafestival in programma a maggio 2014. Lo spettacolo è realizzato in collaborazione con ATCL.

La serata si articola in due tempi: il Primo tempo comprende Lost for Words – L’invasione delle parole vuote – Studio I, creazione per Avvertenze Generali 2011 – Bolzano; e da She is on the Ground, con prima assoluta the Barclay Theater, Irvine, CA – U.S.A ad aprile 2013. Il Secondo tempo, dal titolo DARE, in collaborazione con l’Associazione Amici dell’Auditorium all’interno della Rassegna “Tersicore nuovi spazi per la danza”, con debutto in prima mondiale lo scorso 15 gennaio, è un omaggio al pubblico per festeggiare insieme questi primi 20 anni di attività.

Spellbound Contemporary Ballet nasce nel 1994 dietro volontà del coreografo Mauro Astolfi, al rientro da un lungo periodo di permanenza artistica  negli Stati Uniti. A partire dal 1996 Astolfi condivide il progetto produttivo con Valentina Marini  con  cui la Compagnia  avvia un processo di intensa internazionalizzazione e di collaborazioni trasversali. La ricca progettualità artistica unita a una visione dinamica e in costante evoluzione del marchio hanno facilitato una ampia diffusione delle creazioni in contesti diversi, dai Gala ai programmi culturali televisivi, alle piattaforme e Festival di più continenti.

Applauditissima per l’eccellenza degli interpreti e la versatilità del linguaggio coreografico, Spellbound conta presenze nei maggiori teatri e festival internazionali (Serbia, Germania, Francia, Croazia, Thailandia, Svizzera, Spagna, Austria, Bielorussia, Stati Uniti, Russia e Corea) ed è reduce da una prestigiosa tournée negli Stati Uniti (Cullen Center – Houston,  Irvine Barclay Theatre – Irvine, Celbrity Series – Boston, Portland Ovations – Portland, Kravis Center – Palm Beach). L’ensemble festeggia 20 anni di attività, un arco di tempo in cui, alla produzione di spettacoli di danza, ha unito da sempre e con sempre maggiore interesse progetti di formazione ed educazione sia del pubblico che di almeno due generazioni di danzatori.

La Compagnia ha così posto negli anni le basi di un percorso in cui il divario tra spettatore, amatore e artista si è fatto sempre più sottile, alimentando, attraverso venti anni di seminari e workshop, una filiera creativa che ha avvicinato al palcoscenico migliaia di danzatori e curiosi e consolidato questo processo dando luogo a un autentico vivaio in termini di formazione in rapporto dialettico con la Compagnia.

Questa esperienza ha dato vita a una factory culturale di respiro internazionale, ormai esempio e punto di riferimento ispirazionale per diversi giovani coreografi emergenti, e ha catalizzato l’attenzione di appassionati così come di amatori che si identificano in un modello dinamico e di spinta verso una creatività a tutto tondo, non solo dal punto di vista artistico ma anche della capacità gestionale e progettuale che poi sono la necessaria premessa per uno sviluppo del processo di innovazione artistica in se stessa.

 
Fonte:Il Giornale di Rieti