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Istat, lettori in calo anche nel 2014. Ma le donne salvano i libri.

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In Italia si legge sempre meno. Anche nel 2014 i lettori di libri sono diminuiti rispetto all’anno precedente, confermando la tendenza negativa avviata nel 2010. Secondo i dati diffusi dall’Istat, infatti, nel 2014 oltre 23 milioni 750 mila persone di 6 anni e più dichiarano di aver letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti l’intervista, per motivi non strettamente scolastici o professionali. Rispetto al 2013, la quota di lettori di libri è scesa dal 43% al 41,4%.

A salvare i libri ci pensano le donne. La popolazione femminile, infatti, mostra una maggiore propensione alla lettura già a partire dai 6 anni di età: complessivamente il 48% delle femmine e solo il 34,5% dei maschi hanno letto almeno un libro nel corso dell’anno. La quota di lettori è superiore al 50% della popolazione solo tra gli 11 ed i 19 anni mentre la fascia di età in cui si legge di più è quella tra gli 11 e i 14 anni (53,5%).

“Lettori forti” stabili. I “lettori forti”, vale a dire le persone che leggono in media almeno un libro al mese, sono il 14,3% del totale, una categoria sostanzialmente stabile nel tempo. La crisi della lettura è da attribuire soprattutto a una diminuzione dei “lettori deboli” (da 11,5 milioni del 2013 a 10,7 del 2014, pari a una variazione annua del -6,8%). Quasi un lettore su due (45%) dichiara di aver letto al massimo tre libri in un anno.

La lettura si coltiva in famiglia. La propensione alla lettura, evidenzia l’Istat, è fortemente condizionata dall’ambiente familiare: leggono libri il 66,9% dei ragazzi tra i 6 e i 14 anni con entrambi i genitori lettori, contro il 32,7% di quelli con genitori che non leggono libri. Dal rapporto dell’istituto emerge che quasi una famiglia su dieci (9,8%) non ha alcun libro in casa; il 63,5% ne ha al massimo 100.

Geografia dei lettori. Nel Mezzogiorno la lettura continua ad essere molto meno diffusa rispetto al resto del Paese: meno di una persona su tre nel Sud e nelle isole ha letto almeno un libro (la quota di lettori è rispettivamente il 29,4% e il 31,1% della popolazione). Alla Sicilia spetta la maglia nera nella graduatoria nazionale delle regioni italiane, con la percentuale più alta di persone, che non legge (il 71,8%). Dopo l’isola viene la Puglia con il 70,8%. A livello territoriale, la lettura risulta più diffusa al Nord, dove dichiara di aver letto almeno un libro il 48,5% delle persone residenti. Complessivamente si legge di più nei comuni centro dell’area metropolitana: la quota di lettori è al 50,8%, ma scende al 37,2% in quelli con meno di duemila abitanti.

Secondo l’analisi, la scarsa propensione alla lettura, oltre che dal livello di istruzione, è indice di difficoltà di accesso anche ad altre risorse e opportunità culturali; ai non lettori, infatti, corrispondono livelli di partecipazione culturale – come visite a musei o mostre, siti archeologici – significativamente inferiori alla media

Ebook in crescita. Il principale fattore che limita la diffusione dei libri in Italia è, per un editore su due (49,9%), la mancanza di un’efficace educazione alla lettura. Si segnala, comunque, una lieve ripresa della produzione editoriale nel 2013: aumentano del 6,3% i titoli pubblicati e del 2,5% le copie stampate. Inoltre, il mercato digitale continua a crescere. Quasi un libro stampato su quattro (circa 15.000 Titoli, pari a oltre il 24% della produzione totale del 2013) è diffuso anche in formato e-book. E circa 5 milioni di persone di 6 anni e più hanno dichiarato di avere letto o scaricato libri online o e-book negli ultimi tre mesi: una quota pari all’8,7% della popolazione di 6 anni e più ed al 15,6% delle persone che hanno utilizzato internet negli ultimi tre mesi.

La versione digitale è ormai prevista per quasi la metà dei libri scolastici (49,6%). Le librerie indipendenti e gli store online sono considerati dalla maggioranza degli editori (rispettivamente il 41,3% e il 31,5%) i canali di distribuzione su cui puntare, per accrescere la domanda ed ampliare il pubblico dei lettori. Il settore dell’editoria per ragazzi mostra invece una netta ripresa (+18,6% il numero di titoli pubblicati rispetto al 2012) e +23,1% per l’editoria educativo-scolastica.

 

 

Fonte: Repubblica.it

“La ragazza con l’orecchino di perla” diventa audiolibro, voce Isabella Ragonese

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Prende di nuovo vita La ragazza con l’orecchino di perla, il dipinto più celebre di Jan Vermeer che dà il titolo alla mostra dedicata all’età d’oro della pittura olandese del Seicento in corso fino al 25 maggio a Palazzo Fava a Bologna, unico appuntamento in Europa dopo il Giappone e gli Stati Uniti. Già nel 2003, a far impennare la popolarità del quadro diventato ormai icona di un maestro e di un’epoca, aveva senz’altro contribuito  il film con protagonista Scarlett Johansson, tratto dall’omonimo bestseller di Tracy Chevalier che ha venduto milioni di copie in tutto il mondo regalando a La ragazza con l’orecchino di perla una visibilità mediatica eccezionale. Oggi, a dar voce alla storia immaginaria della giovane e umile ragazza ritratta da Jan Vermeer, è Isabella Ragonese, attrice di cinema e di teatro, (sono in uscita tre film che la vedono protagonista: La sedia della felicità di Carlo Mazzacurati, Una storia sbagliata di Gianluca Maria Tavarelli e Il giovane favoloso di Mario Martone) in un audiolibro prodotto da Emons in collaborazione con Land Rover, “insieme per la cultura”, con lo slogan “ogni strada ha una storia da raccontare”. Una lettura intensa e toccante che arriva in libreria in contemporanea alla mostra, acquistabile anche in download sul sito emonsaudiolibri.it e su i-Tunes. Inoltre, per l’intera durata dell’esposizione, la “voce del dipinto” con un estratto di La ragazza con l’orecchino di perla letto da Ragonese,  darà il benvenuto ai visitatori che lo richiedano, già nel corridoio d’ingresso di Palazzo Fava.

La ragazza con l’orecchino di perla venne pubblicato negli Stati Uniti nel 2000, quando Tracy Chevalier non era ancora una star della letteratura internazionale ma, grazie al passaparola, scalò presto le classifiche fino a diventare un successo senza confini. Completamente inventata la trama, ma sensuale, lieve e straordinariamente coinvolgente il racconto, Tracy Chevalier ambienta a Deft la sua storia e immagina che Griet sia un’umile sguattera di cucina nella casa del celebre pittore Vermeer. Tra loro, la scrittrice fa nascere un’intesa profonda e misteriosa: la giovanissima Griet dimostra un talento naturale per la preparazione dei colori e per la bellezza; lui, il grande maestro, le offre alcune stoffe per agghindarsi il capo e la fa diventare modella del suo quadro più celebre. E ovunque serpeggia la tensione di una passione amorosa mai espressa, che comunica una ispirazione artistica di rara lucentezza.

“Griet è solo una delle donne che si possono immaginare dietro al volto ritratto da Veermer ed è lei che io ho cercato d’interpretare”, dice “la voce”, Isabella Ragonese, mentre ammira il dipinto esposto a Palazzo Fava “ma la protagonista del romanzo di Tracy Chevalier è solo una delle donne che si possono immaginare dietro a quell’enigmatico volto luminoso. Ce ne possono essere tante altre e ciascuno di noi, guardandolo, può volare liberamente con la fantasia…”.

Fonte: Repubblica.it

Dalla Francia la scommessa Youboox, lo Spotify dei libri.

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Arriva lo streaming per i libri anche in Francia. Si chiama Youboox ed è una biblioteca virtuale di migliaia di libri consultabili online. Come succede con altre famose applicazioni di streaming, Youboox propone un accesso gratuito con una biblioteca limitata (10mila titoli) e pubblicità nelle pagine, oppure un abbonamento di 9,99 euro al mese che permette di sfogliare 50mila volumi senza inserzioni e con modalità offline. Il meccanismo è lo stesso di quello usato per la musica da Deezer o Spotify (20 milioni di abbonati in Europa), per film e serie tv da Netflix, che in Francia sarà disponibile tra qualche mese, con grande preoccupazione dei professionisti del cinema.

Anche tra i protagonisti dell’editoria francese ci sono perplessità sull’avvento dello streaming letterario in un settore in forte crisi. Nonostante l’esempio finora positivo nel campo della musica e del cinema, molti editori temono che l’offerta gratuita o comunque per pochi euro al mese possa essere il colpo fatale. “Non c’è alcuna concorrenza con i libri cartacei” ribatte Hélène Mérillon, fondatrice di Youboox, che ha già 200mila utenti, 2500 abbonati e 5 milioni di pagine viste. Il gruppo francese sostiene anzi che lo streaming dei libri permette di allargare i lettori, incrementando gli “incontri” con nuovi autori e libri. Secondo un sondaggio pubblicato da Youboox, il 77% degli utenti ha scoperto così scrittori o collane che non avrebbe magari visto in una normale libreria, anche virtuale come Amazon. E il 66% sostiene che lo streaming è un ottimo mezzo per condividere rapidamente nuovi consigli di lettura.

Questa nuova offerta esiste già negli Stati Uniti con piattaforme come Scribd, eReatah, Librity, Entitle. Nei Paesi Bassi c’è Riddo, in Germania lo streaming letterario più popolare si chiama Skoobe e in Spagna c’è 24symbols con 400mila titoli e 150 editori che hanno già aderito. Prima di Youboox, in Francia ha debuttato, con minor successo, Cyberlibris che si promuove lo slogan “from cloud to couch”, dalla nuvola al divano. Tutte le applicazioni permettono di scaricare legalmente ultime novità e grandi classici, ma anche di ritrovare titoli ormai fuori catalogo, non più disponibili nelle librerie tradizionali. Youboox ha messo in linea romanzi, saggi, fumetti.

I puristi avranno da ridire sul fatto che la lettura si può fare solo su iPad e tavolette Android, ma non con Kindle o altri lettori di libri elettronici più sofisticati. Finora in Francia l’ebook fatica a decollare: soli il 3% di libri elettronici venduti l’anno scorso, contro il 20% negli Usa e il 12% in Gran Bretagna. Ma secondo gli esperti il consumo di ebook è stato frenato anche dalla mancata convenienza economica: il prezzo su Amazon e altre piattaforme non è molto più basso dei libro cartaceo. Inoltre, secondo Youboox, è il consumo culturale che sta cambiando. “Le nuove generazioni sono molto meno attaccate al possesso del libro  -  spiega Mérillon  -  amano sfogliare liberamente, saltando da un libro all’altro, prima di decidere o meno l’acquisto”.

 

Fonte: Repubblica.it

I dieci libri che potrebbero diventare i best seller del 2014

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Il 2014 è arrivato e una delle domande che molti booklover si staranno facendo è: quali libri ci porterà il nuovo anno? Jocelyn McClurg e Bob Minzesheimer hanno selezionato per Usa Today i dieci romanzi che più li hanno convinti e appassionati nel 2013. Si tratta di titoli inediti in Italia. Per alcuni di questi, nel nostro paese, c’è grande attesa, altri sono pressoché sconosciuti. Ma chissà che tra di loro non si nascondano i futuri best seller italiani.
“The Goldfinch” di Donna Tartt – La storia, un’avventura moderna alla Dickens, parla di un giovane uomo, orfano, che nasconde un famoso dipinto rubato. La Tratt riesce a dipingere le contraddizioni dentro il mondo dell’arte, il potere della memoria e la casualità del fato. Anche se la vita può prendere ogni tipo di piega, alla fine tutto si sistema.

“Life after life” di Kate Atkinson – Nel dipingere versioni diverse della vita di Ursula Todd, la Atkinson offre al lettore anche una brillante meditazione sul potere inventivo del narratore. L’originalità è il trampolino di lancio per questa storia unica, e per i lettori in cerca di qualcosa di nuovo potrebbe essere un vero tocca sana. Inoltre, chi già ama i romanzi della Atkinson potrebbero provare lo stesso interesse per questa biografia sui generis.

“Nine inches” di Tom Perrotta – Dieci racconti brevi, che uniscono ironia ed emozioni forti. Tom Perrotta potrebbe essere il vostro vicino di casa, quell’uomo ironico e divertente che vive nella vostra stessa strada, quello che nota e racconta tutto ciò che succede intorno.

“Double down: game change 2012” di Mark Halperin e John Heilemann – Le elezioni presidenziali americane del 2012 raccontate da due autori molto esperti di politica. Grazie alla capacità di mostrare i retroscena e i pensieri dei protagonisti della vicenda il libro di Heilemann e Halperin è affascinante come il loro primo lavoro.

“The lowland” di Jhumpa Lahiri – La storia triste e profonda di una famiglia di immigrati indiani costretti a tornare a Calcutta. Uno stile delicato per un racconto che attraversa le generazioni e i continenti. Ma forse il carattere rivelatore di questo racconto viene proprio dal suo carattere quasi intimo.

“The son” di Philipp Meyer – Una saga familiare terribilmente brutale si dipana attraverso 200 anni di storia del Texas. Il materiale sembrerebbe abbastanza per tre diversi romanzi, ma alla fine Meyer riesce a ricucire insieme tutti i fili delle varie vicende.

“Thank you for your service” di David Finkel – Il giornalista statunitense, vincitore del Premio Pulitzer nel 2006, racconta il “dopo guerra” di un battaglione di fanteria di ritorno dall’Iraq. Le descrizioni dettagliate degli incubi dei sopravvissuti, i pensieri sul suicidio, la depressione di questi reduzi lo rendono un libro difficile da leggere, anche se la scrittura è chiara.

“The good lord bird” di James McBride – Una rivisitazione dell’anno terribile (1859) dell’abolizionista John Brown visto attraverso gli occhi di un giovane schiavo fuggiasco. Anche quando la storia è tutt’altro che felice, la ricchezza di particolari trasmette a chi legge il piacere della narrazione. In questo modo McBride riesce a rendere piacevole un racconto che, in altre mani, avrebbe anche potuto non esserlo così tanto. Vincitore del National Book Award.

“Drama high” di Michael Sokolove – Il ritratto di un professore ispirato di Levittown, tratteggiato da uno dei suoi ex studenti. Il libro è al contempo provocatorio e toccante. Sokolove racconta le storie personali degli studenti, divisi tra problemi economici, personali e familiari, ma non dimentica neppure di mettere in discussione le riforme del sistema educativo, che tendono sempre più a standardizzare l’insegnamento, lasciando poco spazio per l’arte e la creatività.

“The bully pulpit” di Doris Kearns Goodwin – La storia contemporanea diventa narrativa. Questa volta la Goodwin racconta le vicende di due presidenti, che da amici diventano rivali, e dei giornalisti.

La Schiappa contro Violetta: il ritorno dell’antieroe a fumetti.

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Età ingrata per eccellenza, il passaggio lutulento dall’infanzia all’adolescenza. Anche chi non lo ricorda come un incubo, divenuto genitore non sfuggirà al panico nel vedere la progenie sparire dietro al portone della scuola media, simbolico ingresso nell’età in cui anche i bambini più solari si trasformano in un’equazione a incognite multiple. Onore e gloria più che meritati, dunque, al quarantenne americano Jeff Kinney, che è riuscito a far breccia nel microcosmo misterioso dei ragazzini tra i 9 e i 13 anni con la serie di volumi Diario di una schiappa, grazie all’intuizione dell’editore Abrams, che lo distolse dal progetto di un fumetto per adulti in favore di un racconto calibrato per un pubblico di piccole schiappe in carne e ossa.

Bingo: il felice mix di racconto e fumetto  -  la veste grafica simula un vero quaderno autografo, con vignette stilizzate che ricordano un po’ Popeye e Tin Tin  -  ha venduto oltre 115 milioni di copie in 44 paesi del mondo. Ne sono stati ricavati anche tre film. Ieri è uscito in Italia il settimo capitolo della saga, Diario di una schiappa  -  Guai in arrivo! (il Castoro) con tiratura record di 250.000 copie. Il protagonista Greg Heffley, dopo aver minuziosamente riferito in presa diretta le proprie disavventure alle scuole medie, rivisita ora i primi anni di vita, a partire addirittura dal brodo amniotico.

La cifra è sempre la stessa: lo sguardo disincantato di un adolescente sfigato (all’originale inglese, wimpy kid, “ragazzino rammollito, debole, inetto”, manca la sfumatura tenera del termine “schiappa”) sul mondo poco comprensibile degli adulti e quello impietoso e competitivo dei coetanei. E sta proprio nello humor che scaturisce da quest’onestà dissacrante la chiave del successo planetario della Schiappa.
Mentre la Disney stringe con la foltissima schiera delle V-lovers, ossia le fan tra i 6 e i 14 anni della sedicenne Violetta, star in erba del canto e del ballo, protagonista dell’omonima telenovela di culto (tra i cui spin off, nel 2013, la pubblicazione di Violetta, il mio diario, che ha dominato le classifiche per settimane), il solito patto basato sulla confezione luccicante di un ideale irraggiungibile, analogo a quello su cui ha riposato per decenni la fortuna del dorato mondo di Barbie, Greg la Schiappa scala le classifiche con la promessa, mantenuta, di condividere con i ragazzini che stanno attraversando i peggiori anni della propria crescita la dura verità, come certificava il titolo del quinto volume della serie.

Al posto della fuga narcotizzante nelle fantasticherie, Kinney offre ai lettori una sana complicità e il conforto dell’identificazione (e quanto devono averne bisogno, i maschietti alle prese con coetanee ipnotizzate dal sogno dei bellocci che ronzano intorno a Violetta!). Di fatto, la Schiappa ripropone, con effetto ancor più dirompente e senza le facili concessioni al lieto fine romantico, l’operazione-verità messa in atto da un altro diario di successo: la zitella trentenne Bridget Jones di Helen Fielding, coi suoi comici bollettini quotidiani di kilocalorie, sigarette, unità alcoliche e buoni propositi perennemente traditi, è una perfetta zia ideale del piccolo Greg.

Oltre a divertire i suoi piccoli lettori, la Schiappa piace molto a genitori e insegnanti perché il disincanto non scivola nel cinismo. E non è astuzia commerciale per rassicurare gli adulti che in quel breve giro d’anni pagano direttamente il conto in edicola e in libreria. Il mondo dei non-più-bambini-non-ancora-ragazzi come Greg non è ancora affamato del realismo feroce dei Simpson e South Park (che possiamo ben immaginare siano invece il pane quotidiano del perfido fratello maggiore Rodrick, attorno a cui ruota il secondo capitolo della saga). La Schiappa, in fondo, ha il cuore tenero e un animo tutt’altro che sovversivo; le ingiustizie, a cominciare dai privilegi smaccati di cui gode il fratellino minore Manny, lo rattristano, anziché renderlo rabbioso o vendicativo. Molti hanno speso parole d’elogio, meritate, per la schiettezza e semplicità con cui questi libri approcciano, per esempio, la piaga del bullismo e i primi dilemmi etici dei ragazzini: dire la verità e salvare un amico o scampare una punizione? Come riparare un tradimento di fiducia?

Ma alla saga va ascritto almeno un altro merito, ancor più sottile. Kinney riesce a tratteggiare una via stretta di timida speranza persino per le giovani schiappe, contro la tonalità emotiva di cupo disincanto che domina la nostra epoca, ma senza cadere nelle facili scorciatoie degli spacciatori di fantasie irrealistiche stile Violetta. Nel suo confortante realismo, Greg la schiappa non è affatto privo di sogni, anzi! All’inizio di ogni nuova avventura ribadisce che la ragion d’essere del suo “giornale di bordo” è trovarsi pronto quando, adulto e all’apice della celebrità, sarà tempestato di domande sulla propria vita dai fan alla ricerca delle prime manifestazioni del genio.

Manco dirlo, Greg ha una vocazione da fumettista, come Kinney (il volume uno dà conto del fallimento del suo primo parto per il giornalino scolastico, la striscia Creightin il Cretino, con cui Greg vuol far giustizia di tutti gli idioti che lo circondano, che viene prima censurata dagli insegnanti e poi scalzata dall’innocuo tormentone demenziale dell’amico Rowley). Così ogni ragazzino che stringa in mano i libri di un’ex schiappa dichiarata assorbe il messaggio che questo genere di sogni, fatti del riscatto delle frustrazioni quotidiane attraverso un racconto intelligente e ironico, nutrito dallo sguardo sincero sulla realtà, si può avverare. Aspettiamo, con ansia, una Schiappa in gonnella, per rimediare i danni fatti da Violetta…

 

Fonte: Repubblica.

Uomini che maltrattano le donne

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Donne uccise da mariti, fidanzati, ex partner. Il numero delle vittime è talmente alto da giustificare la definizione di femminicidio che ormai popola le nostre cronache quotidiane. Molto si parla del come contrastare il fenomeno che non accenna a placarsi, e molto si discute delle vittime, delle loro paure, delle loro reticenze, oppure di quante volte avevano già denunciato le violenze. E non si affronta invece ancora abbastanza un altro aspetto del problema. Che non sono le donne vittime, ma gli abuser, i maschi che picchiano, maltrattano e uccidono.

Perché lo fanno e, soprattutto, come fare per capire in tempo come funziona il cervello di un abuser, potenziale assassino? In che modo un legame che si crede amoroso si trasforma in una trappola? E, se è giusto rifiutare la parola amore, è necessario chiedersi perché le donne scelgono o accettano come partner qualcuno che già manifesta evidenti segnali di confondere l’amore con il possesso?

A cambiare prospettiva, rispetto ai tanti saggi sulla violenza contro le donne, e a puntare sugli abuser e sui loro comportamenti feroci è ora Lundy Bancroft che, con il suo libro Uomini che maltrattano le donne  capovolge la prospettiva e punta sugli uomini per fornire alle donne una serie di spunti analitici e di consigli per insegnare loro “come riconoscerli per tempo e che cosa fare per difendersi”.

Lundy Bancroft, consulente giudiziario e co-direttore di Emerge, la prima organizzazione degli Stati Uniti a offrire programmi di riabilitazione per uomini violenti, dopo aver avvertito che una spia d’allarme (generale, ma importantissima) si rileva in quell’uomo che “vi dice sempre cosa e come dovete pensare”. E aggiunge che, premessa di ogni violenza, è la svalutazione di voi stesse che il maschio-abuser provoca e sponsorizza.

Uomini che maltrattano le donne si rivela un utilissimo strumento di conoscenza soprattutto per tutte coloro che si trovano a vivere una situazione violenta , fisica o psicologica, e per riconoscere le dinamiche che mettono a rischio la loro vita. E, soprattutto, per trovare in tempo una via d’uscita.

Le grandi donne che hanno cambiato il mondo.

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La storia ha da sempre sottovalutato o ignorato le donne. E quello che di loro è stato raccontato ha dovuto subire la selezione dello sguardo maschile. Da qualche tempo, però, le ombre si sono diradate e si moltiplicano i libri scritti da donne sulle donne: intellettuali, scienziate, artiste, sportive, scrittrici e poete; o donne ribelli, abili politiche, professioniste e imprenditrici. Mentre, dal passato, riemergono imperatrici, nobili e proletarie, sante  e guerriere. Esistenze che ricompongono un mosaico di un universo femminile comunque ancora poco conosciuto, assemblato con approcci diversi, punti di vista  differenti, ma sempre attento a far conoscere talenti e sapienze troppo a lungo circondati dal silenzio. Ed ecco ora arrivare in libreria per Newton&Compton un nuovo libro di ritratti di donne eccellenti con , al centro, il lato umano di regine e pittrici, stiliste e politiche, Le grandi donne che hanno cambiato il mondo, un viaggio nell’altra metà del presente e del passato firmato da Stefania Bonura, appassionata di storia antica,  fondatrice della casa editrice XL, che ben conosce le vicende delle donne nei secoli e il loro ruolo nella società.

Fonte: www.repubblica.it

 

Premio Strega, vince Walter Siti

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E’ Walter Siti con ‘Resistere non serve a niente’ (Rizzoli) il vincitore, alla grande, del Premio Strega 2013, con 165 voti.
La sfida è stata sul secondo posto conquistato per un soffio da Alessandro Perissinotto con ‘Le colpe dei padri’ (Piemme), 78 voti. Soltanto un voto in più di Paolo Di Paolo con ‘Mandami tanta vita’ (Feltrinelli), 77 voti, e al terzo Romana Petri con ‘Figli dello stesso padre’ (Longanesi). Ultima Simona Sparaco con ‘Nessuno sa di noi’ (Giunti), 26 voti.

Il seggio è stato presieduto da Alessandro Piperno vincitore della scorsa edizione del premio. Su 460 aventi diritto al voto, si sono espressi in 412 dei quali 168 con il voto elettronico. Tre le schede bianche.

Dopo aver bevuto dalla bottiglia del Premio Strega simbolo della vittoria, Walter Siti ha detto: “Non dedico il premio a nessuno in particolare. Ci sono persone a cui tengo e spero il libro sia stato scritto per loro” parlando di ‘Resistere non serve a niente’ (Rizzoli) che vede protagonista un giocoliere della finanza. “Ho fatto una scommessa. Ho pensato un personaggio che fa cose molte brutte ma ho cercato di renderlo simpatico”, ha continuato parlando del suo romanzo. “Le gare mi piacciono, ne ho perse tante e questa volta ho vinto”, ha concluso.

Libri, i grandi classici si rifanno il look

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I grandi classici sono autentici capolavori, spesso dimenticati. Riscoprirli si può. Come? Rinnovandone il look. È l’obiettivo di “Recovering the classics”: una raccolta crowdsourcing che colleziona cover “restaurate” delle più grandi opere letterarie. Sono 50 i titoli scelti per il restyling da parte di artisti e designer. “Ogni grande libro richiede una grande copertina”, il loro motto. I volumi possono essere acquistati sul sito sia nell’edizione originale che rinnovata per sostenere gli artisti coinvolti. “Recoveringclassic” è un progetto della rete artistica “Creativa azione” e di “DailyLit”, una piattaforma per la vendita a rate della grande narrativa.

VEDERE OLTRE – Festival del Libro ad Arte per Ragazzi

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VEDERE OLTRE - Festival del Libro ad Arte per Ragazzi, in programma sino a domenica 9 giugno 2013 a Narni (TR).

Un invito ad esplorare e immaginare il mondo attraverso albi illustrati, libri tattili, libri d’arte, libri per diventare creativi e imparare a cogliere il senso del meraviglioso dietro l’apparente banalità del quotidiano, “leggendo” oltre l’apparenza.

Organizzato dall’Associazione culturale Arte Multi Visione con il patrocinio del Comune di Narni e la collaborazione della Società Sistema Museo, il Festival si svolge lungo le vie del centro storico di Narni dove si incontrano artisti, autori e editori. Laboratori e installazioni a cielo aperto, un bookshop internazionale, una mostra tattile e libri-oggetto da curiosare sdraiati o seduti su cuscini a forma di petali o gocce, per sognare la quinta stagione.

Il programma dell’evento è disponibile sul blog www.festivalvedereoltre.blogspot.com

Per maggiori informazioni: Sistema Museo 0744 717117 (orario 10.30-13/15.30-18; lunedì chiuso)