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Riprendono i corsi musicali all’Officina dell’Arte di Rieti

Dal 2 Ottobre 2017 riprendono i corsi musicali presso L’Officina dell’Arte e dei Mestieri di Rieti in Viale Maraini 75 – II piano – presso ex Piaggio . Info Roberta 339.6910837 – More »

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Programmazione Informatica WorkShop Gratuito

A Rieti, Sabato 18 Marzo dalle 14:00 alle 18:00 nella Sala Conferenze del Lungo Velino Cafè. Per partecipare, conferma la tua presenza su: http://rieti.codays.org/ In collaborazione con l’Officina dell’Arte di Rieti, i More »

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Concerto “CANTICO” Sabato 17 Dicembre a Rieti

              Sabato 17 Dicembre alle ore 18:00, presso il Teatro Flavio Vespasiano di Rieti si terrà il Concerto “CANTICO” di Raffaello Simeoni , Gabriele Russo, Goffredo More »

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OPEN DAY – Music Is In The Air

Sabato 24 Settembre sarà un pomeriggio all’insegna della musica durante il quale sarà possibile visitare l’Officina dell’Arte di Rieti. Punto d’incontro e di condivisione che per il 5°anno apre le sue porte More »

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Iscrizione alla Festa Europea della Musica edizione 2016 a Rieti

Festa della Musica europea a Rieti 16 – 23 giugno 2016 Come ogni anno apriamo le iscrizioni alla 22ª edizione della Festa della Musica italiana.Tutti gli artisti che vogliono partecipare a questa More »

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Corsi full immersion di fotografia

Presso l’Officina dell’Arte di Rieti verranno attivati i seguenti corsi full immersion di fotografia.   CORSO DI FOTOGRAFIA BASE (3 – 4 ottobre) PROGRAMMA : Reflex e obiettivi: potenza e flessibilità Sorgenti, More »

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“Chuck Berry stonava”: rimborsati gli spettatori

Insoddisfatti del concerto cui avete assistito? Chiedete e sarete rimborsati. Succede in Finlandia dove l’Associazione dei consumatori ha vinto un ricorso contro gli organizzatori del concerto tenuto da Chuck Berry ad Helsinki More »

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Servizio Civile Nazionale-Bando Musikologiamo

                In allegato ci sono i file da compilare per la domanda in merito al progetto di SCN. Bando-Lazio Decreto criteri selezione-1 Istruzioni presentazione domanda-1 More »

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Istat, lettori in calo anche nel 2014. Ma le donne salvano i libri.

In Italia si legge sempre meno. Anche nel 2014 i lettori di libri sono diminuiti rispetto all’anno precedente, confermando la tendenza negativa avviata nel 2010. Secondo i dati diffusi dall’Istat, infatti, nel More »

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Corso di Fotografia (livello base). Iscrizioni aperte fino al 07 Novembre.

Mercoledì 12 Novembre avrà inizio il Corso di Fotografia (livello base) a cura del Maestro Matteo Virili. Il corso si terrà tutti i mercoledì dalle 18 alle 20 (l’orario potrà subire variazioni More »

Corso Fotografia avanzato officina novembre

A novembre corso AVANZATO di FOTOGRAFIA DIGITALE

Il corso avanzato di fotografia digitale offre un ciclo completo di lezioni di approfondimento dedicate alle tecniche avanzate di composizione e post-produzione per tutti i generi di fotografia, come paesaggio, ritratto, sportiva More »

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Un selfie con Rembrandt: ora alla National Gallery fotografare non è vietato

Da oggi farsi un selfie con l’autoritratto di Rembrandt come sfondo è permesso. Uno dei templi dell’arte, la National Gallery, ha cancellato il divieto di scattare foto alle opere della sua collezione More »

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Il film capolavoro dei fratelli COEN presto sul digitale terrestre

Nel 1996 viene pubblicato “Fargo”, e subito ottiene riconoscimenti “importanti”. Palma per la migliore regia al Festival di Cannes, Oscar per la migliore attrice (Frances McDormand) e per la migliore sceneggiatura originale. More »

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Premiazione Terza edizione OA MUSIC FESTIVAL 2014

Pubblicazione di Antonio Sacco. More »

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Festa Europea della Musica a Rieti 20-22 giugno 2014 – programma aggiornato

Nata in Francia nel 1982 per iniziativa del Ministro della Cultura Francese, Jack Lang, la Festa Europea della Musica è l’evento che ogni 21 giugno celebra l’arrivo dell’estate in molte città in More »

Pharrell Williams, dopo “Happy” arriva il nuovo singolo “Marilyn Monroe”

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Pharrell Williams, è lui l’artista del momento. Un momento, quello di Mr. Williams, che dura da quasi due anni e che non accenna a prendere la curva discendente della parabola. E’ uscito pochi giorni fa il suo nuovo singolo, tratto dall’album “G I R L“: si chiama “Marilyn Monroe“, ha spunti dance ed è subito orecchiabile. Non bisogna praticare l’azzardo di mestiere per supporre che sarà un successo, l’ennesimo.

Gli addetti ai lavori e i musicofili conoscevano Williams già da tempo. Ma la vera consacrazione è arrivata quando i Daft Punk l’hanno chiamato (insieme a Nile Rodger, storico chitarrista degli Chic) per collaborare al singolo di lancio di Random access memories, il loro quarto, attesissimo, album in studio. I signori Daft Punk hanno scelto lui, Pharrell, per far suonare quella “Get Lucky” così com’è: familiare, vicino a quel soft funk anni ’70 e a quella disco music nostalgia (Rodger, certo, ci ha messo del suo) che fa tanto “già sentito” e che, proprio per questo, resta in testa fin dal primo ascolto.

E questo, d’altra parte, sembra essere uno dei segreti di Pharrell: prendere qualcosa che “è sempre stata lì” e aggiungerci stile quanto basta a farla sembrare assolutamente nuova. Familiare eppure stravagante, così è stato anche per l’altra hit di successo che lo scorso 2013 si è fregiata della sua collaborazione, “Blurred Lines“: c’è qualcosa di Marvin Gaye che coccola e fa sentire “a casa”, ci sono ritmo e tempi musicali che proiettano nel 2020 e c’è Robin Thicke, che insieme a Williams, canta, balla e ammicca in un video tra i più cliccati dello scorso anno.

Ma chi è il signor Pharrell Williams? E quale storia è alla base il suo straordinario successo? Prima che Happy (pezzo nato come colonna sonora del film d’animazione “Cattivissimo me 2″, candidato agli Oscar 2014 come miglior canzone e diventato un vero fenomeno di costume) diventasse il brano più trasmesso dalle radio, più canticchiato, più condiviso sul web, talmente “più” che sembra d’averne fatta indigestione, prima di tutto questo Mr. Williams faceva musica già da tempo. Classe 1973, Pharrell inizia molto presto, tanto che a soli dodici anni conosce Chad Hugo in un laboratorio jazz. Williams la batteria, Hugo il sassofono tenore. E’ proprio con Chad Hugo che fonda, nel 1994, il duo di produttori discografici The Neptunes e poi, nel 2001, i due (insieme a Shae Aley) pubblicano il loro primo album come N.E.R.D, “In search of…”: il disco è un mosaico di rock, soul, electro e hip hop e nonostante non si possa definire un grande successo commerciale, si afferma da subito come punto di riferimento per addetti ai lavori e musicisti. Il loro secondo album,Fly or Die, pubblicato nel 2004 e sempre molto incensato nell’ambiente musicale, riesce a raggiungere anche una certa popolarità di pubblico, soprattutto con il brano “She wants to move“.

Ma c’è dell’altro: Pharrell ha prodotto e scritto canzoni per più di un ventennio, passando dall’hip hop al pop e collaborando con aristi come MadonnaShakiraJennifer LopezMiley Cirus (che segue nell’attuale svolta da cantante Disney a “wanna be” icona sexy), Justin TimberlakeUsher,Demon Albarn, gli Strokes e altri, tutti quelli che valeva la pena, si potrebbe azzardare. Collaborazioni a tutto tondo, dunque, spaziando dall’avanguardia al pop da classifica, per poi diventare lui stesso il punto di riferimento del pop d’oggigiorno. Musicista capace di fornire una chiave di lettura spensierata, leggera, Pharrell afferma la volontà di stare su un territorio disimpegnato, che molti hanno a lungo snobbato e che lui invece presidia, con aria ingenua e un po’ spavalda (salvo commuoversi da Oprah Winfrey, guardando un video tributo a “Happy”: lo aspettiamo a “C’è posta per te“).

“Una voce neutra – scrive Jon Caramanica sul New York Times – Pharrell non è un cantante “potente”, tanto che la sua voce nei dischi è spesso ingrossata e armonizzata. E non c’è niente di eclatante nei suoi testi – continua Caramanica – che, anzi, se fossero stati proposti da altri sarebbero stati certamente liquidati per troppa semplicità“. Eppure la sua forza è proprio lì, in questa disarmante semplicità sostenuta da ritmo e intuizioni, capaci di far innamorare al primo ascolto. Dettagli, come quelli di stile con i quali conquista la stampa di moda di tutto il mondo: ora un cappello da cowboy, poi uno smoking portato con i pantaloni corti al polpaccio, Williams non sembra avere alcuna analogia con i rapper denti d’oro e macchinone che siamo abituati a tenere nel nostro immaginario. Camaleontico e iconografico anche nel look, imprenditore del settore moda con due linee di abbigliamento all’attivo, è certamente lui, Pharrell Williams, il musicista e il personaggio del momento.

 

 

Fonte: Ilfattoquotidiano

Stanco di fare solo CLICK? Nuovo Corso di Fotografia (livello base). Iscrizioni aperte!

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Lettura, gli adolescenti leggono più degli adulti. “Valutare meglio impatto ebook”

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La vera forza culturale dell’Italia sono le quindicenni. Gli adolescenti leggono più degli adulti, nello specifico le ragazze, e anche i bambini tutto sommato non se la cavano male. I lettori italiani sono in diminuzione, ma quello che resta nell’ombra è che invece i i lettori minorenni, anche se in lieve calo, registrano cifre di tutto rispetto, grazie alle ragazze. Chi legge inoltre va a teatro, visita i musei e apprezza il cinema, e viceversa. Uno spiraglio per il futuro. Questo l’unico dato relativamente positivo del report dell’Istat sulla produzione e la lettura dei libri in Italia tra il 2012 e il 2013 uscito a dicembre. I dati, discussi all’ appuntamento Children’s book fair tenutosi a Bologna dal 24 al 27 marzo dall’ Associazione italiana editori (Aie), sono stati fondamentalmente confermati, ma Giovanni Peresson, responsabile dell’ufficio studi Aie, aggiunge: “Bisognerebbe valutare meglio l’impatto degli e-book e delle app di lettura, allora forse i dati potrebbero essere ancora più incoraggianti”.

Il tasso di bambini dai 6 ai 10 anni che non legge resta alto, oltre il 40%, ma non è colpa loro. Leabitudini della famiglia sono fondamentali. Una volta finita la scuola gli italiani smettono progressivamente di leggere. Se in casa entrambi i genitori si dedicano alla lettura, il 75% dei bambini legge per svago. Alla considerazione ovvia “se invece non leggono i genitori non leggono neanche i figli” si contrappone però la percentuale dei bambini che legge nonostante nessuno in casa gli dia il buon esempio: un bambino su tre, anche se i suoi genitori non leggono, decide di prendere un libro e leggere. Il dato diventa ancora più rilevante se pensiamo che, secondo l’indagine, una famiglia italiana su 10 non possiede libri in casa.

Non è strano che un bambino di 8 anni legga più di un uomo di 30. In Italia i lettori “forti”, che leggono cioè più di 12 libri, dai 6 ai 10 anni, superano in percentuale quelli della fascia dai 25 ai 34. Nel 2013 nel “paese bambini” si è letto più che al meridione, dove le cifre si fanno imbarazzanti. Il 50% dei bambini delle elementari ha letto almeno un libro; al sud tre persone su 10.

L’età in cui si legge di più in assoluto è quella tra gli 11 e i 14 anni. Le donne battono gli uomini già a 6 anni, ma è dall’adolescenza che la differenza si fa netta. A 15 anni legge il 63% delle femmine, i maschi invece hanno un crollo da cui non si riprendono più: sotto il 50%. Il divario di genere resterà per tutti gli anni a seguire. Anche le donne cominciano a leggere meno a partire dai vent’anni, ma mantengono la categoria sopra la metà fino all’età della pensione.

Per interpretare l’attitudine alla lettura dei bambini servirebbero molti altri fattori, come la qualità dei testi letti. L’indagine inoltre non mette in relazione il dato dell’età a quello geografico ad esempio. E’ credibile però che, dal momento i lettori del sud sono di meno (record negativo perPuglia, Calabria e Campania), sia così pure tra i bambini; così come i lettori di città superano quelli di campagna, e i lettori ricchi i poveri. Sarebbe però interessante indagare le proporzioni specifiche, chissà che ragazzi non ci riservino qualche sorpresa.

Resta il fatto che il contesto influisce moltissimo. Oltre alle abitudini della famiglia, al luogo in cui si vive e al conto in banca, a ispirare alla lettura dovrebbe pensarci la scuola, ma secondo gli editori non ce la fa. “Mancanza di politiche scolastiche e di educazione alla lettura” è la prima delle motivazioni addotte dagli operatori del settore per le poche vendite, a seguire la mancanza di cultura. Il terzo motivo è economico: insufficienti politiche pubbliche di incentivazione all’acquisto dei libri. Cioè sgravi fiscali e bonus. Dalla parte dei lettori infatti il problema principale che frena dall’acquisto è il costo. Nonostante la crisi, i prezzi non sono diminuiti, e i primi ad esserne penalizzati sono stati i ragazzi. Anche se i figli si dimostrano appassionati, i genitori sono costretti a tagliare e gli editori pubblicano meno titoli per loro, sia per le ristampe che per le nuove uscite. “La tendenza però sta cambiando. I dati Istat per l’editoria si fermano al 2012, ma nel 2013 è tornato il segno positivo” assicura Peresson.

 

 

Fonte: IlFattoQuotidiano.it

 

“Roma città aperta”, il capolavoro di Rossellini torna restaurato nelle sale

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Nessuno può dimenticare Anna Magnani e gli eroi resistenti di Roma città aperta. Tutti ricordano il sacrificio di don Pietro, con il volto dolente di Aldo Fabrizi, in quella città devastata dal furore nazi-fascista. Ebbene una tra le pellicole più rappresentative del neorealismo italiano, il film che è diventato il simbolo della Resistenza e dell’Italia post-bellica che rimetteva insieme i pezzi dopo il secondo conflitto mondiale, il capolavoro senza tempo di Roberto Rossellini è pronto per tornare nelle sale italiane, inversione restaurata e nel mese della Festa della Liberazione, da lunedì 31 marzo fino alla fine di aprile, in oltre 70 cinema.

Roma Città Aperta, il lungometraggio che proiettò l’attrice romana nell’olimpo delle star di fama internazionale, fu il primo capitolo della Trilogia della guerra diretta dal regista. Poi arrivarono Paisà nel 1946 e Germania anno zero, due anni più tardi. Presentato in concorso al Festival di Cannes del ’46, dove vinse il Grand Prix come miglior film, la pellicola ottenne anche una candidatura al Premio Oscar per la migliore sceneggiatura originale, che porta la firma oltre che del regista anche di Sergio Amidei, Ferruccio Disnan e di un altro maestro, Federico Fellini.

Emblema di un popolo e di una nazione che si rialzava dalla desolazione della guerra, era stato inizialmente concepito con una struttura a episodi e con il titolo di Storie di ieri, per poi raggiungere la definitiva stesura con l’intreccio delle vicende di personaggi indimenticabili e indimenticati come Pina e don Pietro Pellegrini, legate in un’unica storia nella Storia.

La scena centrale del film, quella in cui Pina rincorre il camion che porta via il marito catturato dai tedeschi, è probabilmente la sequenza che più di ogni altra fa pensare alla potenza del cinema neorealista ed è tra quelle che identificano nel mondo il cinema italiano. Vincitore di due Nastri d’Argento, Roma Città Aperta è nell’elenco dei cento film italiani da salvaguardare, con il merito di aver cambiato la memoria collettiva del Paese tra il ’42 e il ’78.

Un restauro che è il frutto della collaborazione di tre istituzioni diverse, l’Istituto Luce Cinecittà, la Fondazione Cineteca di Bologna e la Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale che hanno unito gli sforzi nel “Progetto Rossellini” rendendo possibile il recupero dei titoli più importanti della filmografia del regista romano, tra cui La macchina ammazzacattiviViaggio in Italia e Stromboli terra di Dio, pellicole presentate in questi anni all’interno dei maggiori Festival nazionali e internazionali. “Con Roma Città Aperta l’Italia ha riconquistato il diritto di guardarsi di nuovo in faccia” diceva Jean-Luc Godard e grazie a questa iniziativa, promossa dal Circuito Cinema, anche le nuove generazioni avranno modo di ammirare una delle pietre miliari della cinematografia mondiale, che è anche e soprattutto un frammento autentico della storia d’Italia.

 

Fonte: IlFattoQuotidiano

ISIDE MUSIC CONTEST – Il mondo femminile al centro della musica

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Grande successo per la prima edizione dell’Iside Music Contest, concorso musicale per band e solisti emergenti indetto dall’Associazione di Volontariato Syro che si è tenuta SABATO 08 Marzo alle ORE 22.30 presso il Depero Club sito in Via Terenzio Varrone 36.

La serata piena di energia ha ricevuto molti consensi dal folto pubblico presente. I sei concorrenti (Davide Paleotti, Insidious, Postaldocs, Dirty Influence, La Chiave del Nove, Delirium(fm)) hanno entusiasmato non solo il pubblico ma anche la giuria, composta da Luca Di Benedetto (musicista del duo “Luca e Germano”), Silvio Ippoliti (Radio Si Serva Signora) e  Daniele Stangherlin ( Rieti News e Tutta la città ne parla ) che ha decretato il vincitore dell’evento. Si è aggiudicato il primo posto il rapper reatino Insidious (Riccardo Fabrizi) che si è esibito con due pezzi inediti. Il giovane musicista è riuscito più di altri a trasmettere originalità  ed espressività. Riccardo Fabrizi in arte Insidious è sin da piccolo appassionato della musica sopratutto quella rap sono infatti sua fonte di ispirazione gli Articolo 31 e Neffa. Ha conquistato il 2° posto dell’Oa Music Festival ed ha pubblicato “Sensazioni Naturali vol.1″ un EP di 4tracce.

Insidious si è aggiudicato la partecipazione al MEI (Meeting dell’Etichette Indipendenti) a Faenza la piu’ grande vetrina dei giovani talenti emergenti di musica inedita italiana. Il Mei  ha per protagonisti di primo piano i festival, le decine di realtà musicali che ogni anno, in tutta Italia, sostengono e offrono spazio alla musica indipendente ed emergente.

L’evento è stato  presentato dal Direttore Artistico Marco Puglielli e dal Direttore Comunicazione e Marketing Marta Paloni di Radio Si Serva Signora che con la loro simpatia ed ironia hanno reso la serata ancor più piacevole e coinvolgente.

Lo spettacolo è stato possibile grazie anche alla collaborazione dell’Officina dell’Arte di Rieti.

Radiohead e The National: metti due chitarristi rock in un’orchestra classica.

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I Radiohead e i The National sembrano quasi una copertura se si tenta di scavare a fondo, magari partendo da un disco appena uscito per Deutsche Grammophon/Universal Music, “St. Carolyn by the Sea/There Will Be Blood”, che vede protagonisti i due chitarristi delle band appena citate.

Da una parte abbiamo Jonny Greenwood violinista classico reinventatosi chitarrista una volta approdato nei Radiohead – che in una recente intervista ha puntato il dito contro le giovani guitar bands, accusandoli di suonare gli stessi strumenti dei loro nonni e per di più con le stesse tecniche esecutive.

Se da una parte abbiamo un violinista per necessità diventato chitarrista, dall’altra abbiamo un musicista da sempre fedele alla sei corde. Bryce Dessner non si è appassionato alla classica durante la sua esperienza in una rock band, ma ha da sempre amato, esplorato e studiato il genere. La sua è una formazione classica (laureato in musica all’università di Yale), che ha finito per influenzare anche la struttura compositiva degli ultimi album dei The National e che lo ha portato a collaborazioni significative, da Philip Glass ai Kronos Quartet.

 

Fonte: IlFattoQuotidiano

A Rieti la Spellbound Contemporary Ballet

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La Spellbound Contemporary Ballet giunge a Rieti al Teatro Flavio Vespasiano l’11 marzo 2014 alle ore 21 per continuare i festeggiamenti iniziati a Roma all’Auditorium Conciliazione per il suo 20° anniversario dove ha presentato “20 Years of Spellbound – 1994/2014”. In quest’occasione propone DARE, una remix di coreografie edite a firma di Mauro Astolfi, nell’ambito della stagione culturale promossa dal Comune di Rieti – Assessorato alle culture, turismo e promozione del territorio. È altresì un’anteprima del Rietidanzafestival in programma a maggio 2014. Lo spettacolo è realizzato in collaborazione con ATCL.

La serata si articola in due tempi: il Primo tempo comprende Lost for Words – L’invasione delle parole vuote – Studio I, creazione per Avvertenze Generali 2011 – Bolzano; e da She is on the Ground, con prima assoluta the Barclay Theater, Irvine, CA – U.S.A ad aprile 2013. Il Secondo tempo, dal titolo DARE, in collaborazione con l’Associazione Amici dell’Auditorium all’interno della Rassegna “Tersicore nuovi spazi per la danza”, con debutto in prima mondiale lo scorso 15 gennaio, è un omaggio al pubblico per festeggiare insieme questi primi 20 anni di attività.

Spellbound Contemporary Ballet nasce nel 1994 dietro volontà del coreografo Mauro Astolfi, al rientro da un lungo periodo di permanenza artistica  negli Stati Uniti. A partire dal 1996 Astolfi condivide il progetto produttivo con Valentina Marini  con  cui la Compagnia  avvia un processo di intensa internazionalizzazione e di collaborazioni trasversali. La ricca progettualità artistica unita a una visione dinamica e in costante evoluzione del marchio hanno facilitato una ampia diffusione delle creazioni in contesti diversi, dai Gala ai programmi culturali televisivi, alle piattaforme e Festival di più continenti.

Applauditissima per l’eccellenza degli interpreti e la versatilità del linguaggio coreografico, Spellbound conta presenze nei maggiori teatri e festival internazionali (Serbia, Germania, Francia, Croazia, Thailandia, Svizzera, Spagna, Austria, Bielorussia, Stati Uniti, Russia e Corea) ed è reduce da una prestigiosa tournée negli Stati Uniti (Cullen Center – Houston,  Irvine Barclay Theatre – Irvine, Celbrity Series – Boston, Portland Ovations – Portland, Kravis Center – Palm Beach). L’ensemble festeggia 20 anni di attività, un arco di tempo in cui, alla produzione di spettacoli di danza, ha unito da sempre e con sempre maggiore interesse progetti di formazione ed educazione sia del pubblico che di almeno due generazioni di danzatori.

La Compagnia ha così posto negli anni le basi di un percorso in cui il divario tra spettatore, amatore e artista si è fatto sempre più sottile, alimentando, attraverso venti anni di seminari e workshop, una filiera creativa che ha avvicinato al palcoscenico migliaia di danzatori e curiosi e consolidato questo processo dando luogo a un autentico vivaio in termini di formazione in rapporto dialettico con la Compagnia.

Questa esperienza ha dato vita a una factory culturale di respiro internazionale, ormai esempio e punto di riferimento ispirazionale per diversi giovani coreografi emergenti, e ha catalizzato l’attenzione di appassionati così come di amatori che si identificano in un modello dinamico e di spinta verso una creatività a tutto tondo, non solo dal punto di vista artistico ma anche della capacità gestionale e progettuale che poi sono la necessaria premessa per uno sviluppo del processo di innovazione artistica in se stessa.

 
Fonte:Il Giornale di Rieti

Sanremo 2014, scaletta e ospiti della prima serata: Ligabue e Carrà, aspettando Grillo

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Mancano ormai poche ore all’inizio del sessantaquattresimo Festival della canzone italiana di Sanremo.

Dopo la novità del Pre-Festival di Pif, sarà Luciano Ligabue, che secondo alcuni avrebbe dovuto partecipare solo alla serata finale di sabato come superospite, ad inaugurare la manifestazione. Ligabue dedicherà un omaggio a Fabrizio De André.

Particolarmente attesi anche gli altri ospiti della serata, a cominciare da Laetitia Casta, che torna a Sanremo dopo 15 anni (aveva condotto l’edizione del 1999 con lo stesso Fazio e Renato Dulbecco). Nonostante le tre ore di prove top secret, pare che l’attrice francese si esibirà con Fabio Fazio, ballando e cantando “Ma ndo vai se la banana non ce l’hai?”, dal film Polvere di stelle con Alberto Sordi e Monica Vitti. Il confine tra momento cult e trash sembra essere molto labile.

L’altro ospite della serata inaugurale sarà Raffaella Carrà, già conduttrice di una edizione non indimenticabile del 2001 con Megan Gale, Enrico Papi e Massimo Ceccherini, mentre i presenter che annunceranno l’esibizione dei big in gara saranno Tito Stagno, le tuffatrici Tania Cagnotto e Francesca Dallapé, gli attori Cristiana Capotondi e Marco Bocci, Amaurys Perez (pallanuotista e concorrente dell’ultima edizione di Ballando con le stelle), il giornalista Massimo Gramellini e Luigi Naldini, direttore dell’Istituto Telethon San Raffaele.

Nel frattempo, ci sarebbe anche una gara da mandare avanti, appunto, e nel corso della conferenza stampa di ieri è stato reso noto l’ordine di uscita dei primi sette big che si esibiranno stasera:Arisa, Frankie Hi-Nrg, Antonella Ruggiero, Raphael Gualazzi e The Bloody Beetroots, Cristiano De Andrè, Perturbazione e Giusy Ferreri.

Come lo scorso anno, anche in questa edizione i cantanti proporranno due canzoni inedite, che saranno votate dal pubblico e dalla giuria della Stampa del Festival, e solo una sarà effettivamente quella in gara per la vittoria finale.

Ma l’evento principale della serata rischia di essere la presenza di Beppe Grillo, che ha acquistato due biglietti e sarà comodamente seduto su una poltrona dell’Ariston. Una sua eventuale irruzione nel corso della serata rappresenterebbe il primo momento topico di questa edizione del Festival. E nonostante la prudenza e il percettibile fastidio degli organizzatori, c’è chi spera che accada davvero. A goderne, innanzitutto, sarebbero i dati Auditel.

 

Fonte: IlFattoQuotidiano.it

“La ragazza con l’orecchino di perla” diventa audiolibro, voce Isabella Ragonese

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Prende di nuovo vita La ragazza con l’orecchino di perla, il dipinto più celebre di Jan Vermeer che dà il titolo alla mostra dedicata all’età d’oro della pittura olandese del Seicento in corso fino al 25 maggio a Palazzo Fava a Bologna, unico appuntamento in Europa dopo il Giappone e gli Stati Uniti. Già nel 2003, a far impennare la popolarità del quadro diventato ormai icona di un maestro e di un’epoca, aveva senz’altro contribuito  il film con protagonista Scarlett Johansson, tratto dall’omonimo bestseller di Tracy Chevalier che ha venduto milioni di copie in tutto il mondo regalando a La ragazza con l’orecchino di perla una visibilità mediatica eccezionale. Oggi, a dar voce alla storia immaginaria della giovane e umile ragazza ritratta da Jan Vermeer, è Isabella Ragonese, attrice di cinema e di teatro, (sono in uscita tre film che la vedono protagonista: La sedia della felicità di Carlo Mazzacurati, Una storia sbagliata di Gianluca Maria Tavarelli e Il giovane favoloso di Mario Martone) in un audiolibro prodotto da Emons in collaborazione con Land Rover, “insieme per la cultura”, con lo slogan “ogni strada ha una storia da raccontare”. Una lettura intensa e toccante che arriva in libreria in contemporanea alla mostra, acquistabile anche in download sul sito emonsaudiolibri.it e su i-Tunes. Inoltre, per l’intera durata dell’esposizione, la “voce del dipinto” con un estratto di La ragazza con l’orecchino di perla letto da Ragonese,  darà il benvenuto ai visitatori che lo richiedano, già nel corridoio d’ingresso di Palazzo Fava.

La ragazza con l’orecchino di perla venne pubblicato negli Stati Uniti nel 2000, quando Tracy Chevalier non era ancora una star della letteratura internazionale ma, grazie al passaparola, scalò presto le classifiche fino a diventare un successo senza confini. Completamente inventata la trama, ma sensuale, lieve e straordinariamente coinvolgente il racconto, Tracy Chevalier ambienta a Deft la sua storia e immagina che Griet sia un’umile sguattera di cucina nella casa del celebre pittore Vermeer. Tra loro, la scrittrice fa nascere un’intesa profonda e misteriosa: la giovanissima Griet dimostra un talento naturale per la preparazione dei colori e per la bellezza; lui, il grande maestro, le offre alcune stoffe per agghindarsi il capo e la fa diventare modella del suo quadro più celebre. E ovunque serpeggia la tensione di una passione amorosa mai espressa, che comunica una ispirazione artistica di rara lucentezza.

“Griet è solo una delle donne che si possono immaginare dietro al volto ritratto da Veermer ed è lei che io ho cercato d’interpretare”, dice “la voce”, Isabella Ragonese, mentre ammira il dipinto esposto a Palazzo Fava “ma la protagonista del romanzo di Tracy Chevalier è solo una delle donne che si possono immaginare dietro a quell’enigmatico volto luminoso. Ce ne possono essere tante altre e ciascuno di noi, guardandolo, può volare liberamente con la fantasia…”.

Fonte: Repubblica.it

Clooney “Monuments Man” anche nella vita: “Restituire i marmi del Partenone alla Grecia e la Gioconda all’Italia”

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I “Monuments Men” non hanno ancora finito la loro missione. Vogliono riportare in Grecia i marmi del Partenone, custoditi da 200 anni nel British Museum di Londra. E vogliono riportare in Italia la Monna Lisa, il capolavoro di Leonardo da Vinci, da secoli al Louvre di Parigi. Non si tratta di un film, magari un moderno seguito di quello attualmente nelle sale cinematografiche di mezzo mondo, con George Clooney e un’altra mezza dozzina di star di Hollywood, tra cui Matt Damon e Bill Murray, nella parte dell’unità speciale dell’esercito americano che nella seconda guerra mondiale fu inviata in Europa per recuperare e salvare le opere d’arte trafugate dai nazisti. E’ che l’attore americano, impegnato in tour promozionale della pellicola di cui è anche il regista, ha colto l’occasione per dire che non fu soltanto il terzo Reich a rubare quadri e sculture: altre nazioni hanno fatto lo stesso e non sarebbe male se ora riparassero al torto, restituendo all’originale proprietario ciò che gli hanno tolto.

Incontrando i giornalisti per il lancio di Monuments Men a Londra, Clooney ha detto che sarebbe “una gran bella cosa” se i marmi del Partenone tornassero sull’Acropoli di Atene. “Ho fatto un po’ di ricerche per evitare di passare per pazzo”, afferma l’attore con il suo abituale, amabile spirito. “Il Vaticano e il Museo Getty hanno già restituito parti del Partenone alla Grecia. Quei marmi sono stati in mostra per un pezzo a Londra, ma ora restituirli ai greci sarebbe probabilmente giusto. Come minimo, penso che valga la pena aprire un dibattito sulla questione”. Quando un cronista gli ha chiesto se intendesse andare a vederli al British Museum, Clooney ha replicato che purtroppo non ne aveva il tempo perché doveva ripartire per continuare la promozione del film a Parigi la sera stessa, magari per “fare arrabbiare anche i parigini”, esortandoli a comportarsi in modo analogo ridando “la Monna Lisa all’Italia”.

Soprannominati “Elgin Marbles”, dal nome dell’ambasciatore britannico presso l’Impero Ottomano (di cui Atene faceva allora parte) che fra il 1800 e il 1805 li portò via dal Partenone (dove una metà erano già stati trafugati o distrutti), i marmi sono da tempo al centro di una disputa fra Regno Unito e Grecia. Il governo greco ringrazia l’attore per l’intervento e ribadisce: “I marmi ci appartengono, ci sono stati rubati”. Ma il British Museum ha già reso noto che non ha alcuna intenzione di restituirli: “Qui possono essere visti dal mondo intero”. E c’è da scommettere che il Louvre (dove finì dopo essere stata acquistata dalla famiglia reale francese) risponderebbe allo stesso modo sulla Gioconda. Quando Clooney e i “Monuments Men” di Hollywood si mettono in moto, tuttavia, è difficile prevedere come può andare a finire.

 

Fonte: Repubblica.it